I 7 PASSI PER COSTRUIRE UNA AZIENDA FORTE

Se guidi una piccola impresa penso che sei un eroe perché in mari mossi come quelli di oggi è difficile essere un buon capitano e dirigere il timone dell’azienda sulla giusta rotta. Si lavora molto, si dedica tempo ed energia, si investono anche soldi per ottenere risultati non sempre all’altezza delle aspettative.
E’ un lavoro difficile ma anche molto bello e motivante! Proprio per questo è fondamentale capire l’importanza di avere “abitudini professionali efficaci”, in grado di generare continuamente nuove opportunità e di mantenere l’azienda redditizia.
Vediamo allora insieme sette cose da fare per garantirsi tranquillità e risultati guidando una piccola impresa:
1 – Abbi il coraggio di guardare in faccia la realtà!

E’ essenziale avere consapevolezza che la situazione economica del Paese Italia e dall’area Euro, che stiamo vivendo dall’avvento della crisi del 2008, sarà la nuova normalità ancora per diversi anni a venire anche se ogni anno si prevede una crescita di Pil dello 0, ..%, crescita che sarà insufficiente a far ritornare la produzione nazionale ai livelli ante crisi se non fra tanti anni.

Allora cosa fare?

E’ fondamentale cercare soluzioni all’interno della propria azienda, valutando in primis il proprio stato di salute ed in seguito le strategie da attuare per affrontare il mercato e la concorrenza smettendo di lamentarsi e dare colpe a destra e manca perché fare così non serve a nulla anzi peggiora la situazione.
Le imprese che hanno avuto il coraggio di guardare in faccia la cruda realtà sono quelle imprese che hanno saputo reinventarsi e ritornare nell’area del profitto e della crescita.
Quelle invece che hanno continuato ad essere ottimiste e sperare che la crisi sarebbe passata, che le banche sarebbero tornate a concedere prestiti, senza riorganizzarsi internamente, scoprire inefficienze, oggi versano in condizioni molto difficili se non hanno purtroppo già chiuso i battenti.

Ricordati: E’ possibile prendere decisioni aziendali sensate e remunerative soltanto se prima si è consapevoli della reale situazione dell’impresa qualunque essa sia.

“Quando cominci con uno sforzo onesto e diligente per capire la verità della situazione della tua azienda, spesso le decisioni giuste diventano auto evidenti” (Jim Collins)

2 – Sei vuoi che le cose cambino per prima cosa devi cambiare tu!

L’azienda rispecchia la persona dell’imprenditore. Per far crescere la tua azienda è fondamentale migliorare per prima cosa te stesso. E’ importante prendere parte a corsi, convegni, leggere libri, frequentare persone che possono dare motivazione e ispirazione alle proprie azioni.

Il capitale più importante della tua azienda sei tu!

Se non dedichi tempo a migliorare e sviluppare questo capitale ti svaluterai così tanto che non sarai più in grado di fare la differenza.

La cosa essenziale per fare un passo avanti è iniziare a crescere come persona prendendosi le proprie responsabilità e poi come imprenditore smettendo di giustificare e dare colpe all’andamento del mercato, alla politica e chi più ne ha più ne metta.

Che sia chiaro non penso affatto che la politica e le scelte di “pochi”, i cui interessi non sono certo il bene delle piccole medie imprese, non abbiano influito negativamente o non abbiano aggravato la situazione, ma è pur vero che tali fattori esterni hanno amplificato le difficoltà e le inefficienze già presenti all’interno della propria azienda che non erano ancora evidenti perché ancora il fatturato c’era, i problemi finanziari erano mascherati dal sistema bancario che concedeva credito senza merito e tutto girava…
Guardare le cause interne dell’azienda obbliga a capire e sistemare ciò che non funziona e risolvere quelle problematiche che non fanno avere risultati positivi ed eccellenti alle aziende.

Si stima che i costi occulti sostenuti per attività potenzialmente eliminabili e quindi dovuti ad inefficienze nelle piccole imprese, pesino circa un 4,5% del fatturato.
Quindi l’impresa può ripensare il suo modo di creare valore riorganizzando la propria attività, razionalizzando la struttura produttiva.
Si dovranno analizzare i costi dell’azienda attraverso l’analisi di bilancio per capire come e quali attività vengono svolte, fare una analisi comparativa dei concorrenti, analizzare il grado di utilizzo della capacità produttiva dell’azienda, della modalità di approvvigionamento e di distribuzione dei prodotti.

Le domande che un imprenditore deve porsi per capire lo situazione della propria azienda sono queste:

C’è stato un cambiamento in peggio dell’azienda nei prodotti o servizi?

C’è stato un peggioramento nelle procedure?

Quali sono le innovazioni radicali che la tua impresa ha messo sul mercato negli ultimi tre anni?

Il personale è produttivo al punto giusto?

Rispondendo alle domande si riesce a capire se ci sono state lacune.

Qualora ci fosse un peggioramento nei prodotti/servizi e procedure e non si siano attuate innovazioni, i problemi della tua azienda sono causati dal fatto che mentre il mondo cambiava la tua azienda si è fermata ed è caduta nell’immobilismo, nelle abitudini sbagliate, nel tanto ho sempre fatto così …. con la conseguenza che non si riescono più a vedere le vere inefficienze e si smette di reagire.

Quali sono le cose che hai smesso di vedere nella tua azienda?

3 – Se vuoi generare valore, devi prendere decisione che ti creano paura!

Un’azienda si blocca quando l’imprenditore inizia ad aver paura di prendere decisioni difficili sotto il piano emotivo e quando non ci sono linee guida adottate per la gestione dell’azienda condivise dalle persone che lavorano al proprio interno.
Uscire dalla zona di comfort (da quello che fai di solito) fa paura e ci vuole coraggio ma sono sicura che sai già cosa dovresti fare .. non rimandare e non aspettare che forse le cose migliorano o cambiano.

Non rimandare di:

Valutare con un commercialista specializzato in controllo di gestione come poter riorganizzare l’azienda riducendo costi che non portano vantaggio, abbandonare un prodotto o una lavorazione perché non più remunerativi

• Verificare la situazione finanziaria dell’azienda

• Parlare con un collaboratore che sai che non sta lavorando in modo corretto

E tu quali sono le scelte che stai rimandando?

4 – Se vuoi rimanere sul mercato devi imparare a fare marketing!

In un mondo nel quale ci sono tantissime aziende che fanno cose simile fra loro e molta concorrenza non si può pensare di non far conoscere all’esterno quello che l’azienda produce o commercializza ed attuare una buona strategia di marketing.
E’ essenziale analizzare il mercato di riferimento per capire quali sono le aspettative e le esigenze del target dei clienti ai quali ci si vuole rivolgere, e a seguito di ciò posizionare i propri prodotti o servizi per offrire una soluzione alle loro esigenze.

Ma per far questo è essenziale comunicare con i clienti esistenti e potenziali!

• Perché i clienti ti hanno scelto la prima volta?

• Perché i tuoi clienti continuano ancora a sceglierti ancora oggi?

Per rispondere a tali domande sarebbe utile fare un sondaggio verso i clienti attuali per capire cosa cercano da un loro fornitore per riuscire a focalizzarsi sulle aree e i processi dell’azienda da migliorare.
Cliente vuol dire fatturato ed è pertanto essenziale metterlo al centro e cercare di essergli utile e dare il meglio del nostro prodotto e/o servizio affinché possa percepire il valore della nostra azienda e l’interesse nel far bene le cose, naturalmente senza abbandonare la marginalità. Mettendo il cliente al centro il profitto arriverà sicuramente!

Il rischio è che quando l’imprenditore non ha più un progetto condiviso smette di promuovere e con il passare del tempo l’azienda muore.

5 – Dedica periodicamente del tempo alla gestione finanziaria ed economica della tua azienda attraverso l’ausilio di professionisti esperti di controllo di gestione!

Oggi non utilizzare strumenti che vanno oltre la semplice contabilità per calcolare le imposte da versare a fine anno o verificare la congruità con lo studio di settore non è assolutamente più sufficiente ed anzi direi che rischia di compromettere la continuità dell’azienda.
Se il capitano guidasse la nave solo sulla base delle proprie sensazioni senza guardare in modo assiduo la cabina di controllo, le condizioni meteo, le scorte di carburante sicuramente lo riterremmo un folle e avrà alte probabilità di rimanere naufragato in mezzo al mare.

L’imprenditore è come il capitano di una nave ed anch’esso un folle se cerca di gestire la propria azienda senza un “cruscotto di controllo” che gli fornisca regolarmente alcuni dati essenziali, il fatturato, la marginalità dei prodotti o servizi, la liquidità, l’organizzazione produttiva.

Non si può ottenere ciò che non si misura.

La mancanza di misurazioni, l’andare a sensazione sugli aspetti finanziari e sulla marginalità economica dei prodotti/servizi o delle commesse è uno dei problemi principali che affligge le aziende e che determina la mancanza di utile che spesso viene giustificata attribuendo colpe a pioggia senza guardarsi dentro.
In realtà un azienda esiste per guadagnare dei soldi e se non misuri costantemente e periodicamente la liquidità, l’utile, il fatturato non riesci a capire se l’azienda è gestita bene o male.

Tratta tutti i costi come fossero un investimento e pretendi un ritorno da loro!

Con i soldi che si spendono per quel costo si dovrebbe comprare un valore attribuito a quel risultato.

Il controllo di gestione è la guida dell’imprenditore che serve per analizzare i dati di bilancio in ottica strategica costruire un percorso da seguire e prendere le decisioni corrette nel breve e medio lungo periodo intervenendo nelle aree non efficienti al fine di aumentare gli utili.

6 – Definire obiettivi a 3 – 5 anni!

E’ fondamentale definire un piano economico finanziario (Business Plan) che definisce come l’azienda intende ottenere utili e flussi di cassa sufficienti per i finanziatori e per i soci che hanno investito nell’azienda.

E’ importante definire obiettivi di medio lungo periodo definendo su quali prodotti/servizi vuoi puntare, qual è il mercato in cui vuoi operare e posizionarti, quali esigenze dei clienti vuoi soddisfare per lo sviluppo della tua attività e definire un percorso per arrivare e controllare a consuntivo se gli obiettivi sono stati raggiunti e il perché degli scostamenti.
Un business plan permette di valutare la redditività dell’azienda e la proiezione finanziaria di tali scelte in un arco temporale di almeno di tre anni.
Se non sai dove vuoi portare la tua azienda, quindi non hai definito le tue mete e per averle chiare è importante scriverle e tradurle in numeri, per quanto tu possa impegnarti ed essere efficiente rischi di farti trascinare dal quotidiano e seguire ciò che viene richiesto al momento da quel cliente, da questo o quel collaboratore correndo dietro alle loro priorità. E’ come mettersi in macchina con la propria famiglia senza prima aver controllato che ci sia l’olio al motore, se c’è sufficiente benzina ed ancora peggio… senza avere una meta da raggiungere…!

Questo modo di fare creerà all’interno dell’impresa delle inefficienze che si ripercuoteranno sul lato economico, patrimoniale e finanziario.
Ci vuole il coraggio, la determinazione, tanta passione e il desiderio di raggiungere l’obiettivo.
“Quando desideri realmente qualcosa, tutto il mondo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio”. (Paolo Coelho nel libro “guerriero della luce”).

Per prima cosa è quindi necessario credere in se stessi ed essere consapevoli delle proprie forze, del valore delle tue idee e della grande persona che tu sei ed accettare la sfida di andare avanti.

“se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui” (Ezra Pound).

7 – Crea una squadra di persone che condivida i tuoi valori e motivali perché sono le persone giuste a determinare il successo di un’impresa.

La motivazione comincia da te.

E’ il clima aziendale che viene determinato direttamente dall’imprenditore che fa si che i collaboratori si sentano bene, crescano ad arrivino a fare la differenza.
Come possono i collaboratori essere motivati se lo stesso imprenditore non è un modello e gestisce con leggerezza o incompetenza la sua azienda?
Naturalmente quando un azienda ha delle problematiche da un punto di vista economico non migliora la sua situazione soltanto con la motivazione ma servono degli interventi mirati per riorganizzare l’impresa.

Però è anche vero che se una volta inquadrata la gestione dell’azienda in modo efficiente non si accompagna la motivazione del personale dopo una breve ripresa le cose finiranno per andare peggio di prima.
Tale tappa è strettamente correlata con la necessità di uscire dalla zona di comfort per eliminare compromessi e inefficienze e capire quali azioni mettere in atto volte a recuperare i rapporti con i collaboratori ed affrontarli nel caso in cui non siano più efficienti.
Spesso basta una persona sbagliata, questo non vale solo per i dipendenti, ma anche per collaboratori esterni o i partner, in una funzione chiave per rendere il budget irraggiungibile, per demotivare i clienti, fare delle scelte sbagliate da un punto di vista produttivo o finanziario.

Qual è l’ultima volta che hai fatto una riunione ed hai comunicato qual è l’obiettivo dell’azienda e il progetto che vuole realizzare?

L’imprenditore deve fare un lavoro duro dedicando tempo ed energia alla propria azienda!

Ma secondo te oggi cosa significa lavoro duro?

Dopo l’industrializzazione lavorare tante ore al giorno era sinonimo di un miglioramento da un punto di vista economico.

Oggi gli imprenditori continuano a lavorare tante ore al giorno per raccogliere però poco o niente!

Certo è importante anche lavorare tante ore perché vuol dire che c’è passione in quello che si fa, che ti piace ciò che hai scelto e questo è un elemento essenziale per il successo di qualsiasi attività economica.

Oggi il concetto di lavoro che fa fare passi avanti sul piano economico è cambiato, lavorare duro significa affrontare o fare quelle cose che ti causano difficoltà sul piano emotivo.

In estrema sintesi quelle cose che hai pensato mentre hai letto questo articolo e che continui a rimandare ed evitare!

A proposito di me

Laureata in Economia e Commercio, iscritta all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Pesaro e Urbino dal 2004 e nel Registro dei Revisori Legali dei Conti dal 2004.
Ricopre incarichi di revisore legale, anche in enti pubblici, di Curatore Fallimentare e Commissario Giudiziale per il Tribunale di Pesaro e Urbino.
Esperta nel controllo di gestione, risanamento aziendale, procedure concorsuali e consulenze societarie.

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2018-03-27T10:59:43+00:00

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