DAL BILANCIO DI ESERCIZIO ALLA REDAZIONE DEL PIANO AZIENDALE

Dal bilancio di esercizio alla redazione del piano aziendale. Come attuarlo in modo serio ed efficace?

Il bilancio di esercizio è un documento contabile che fornisce una fotografia, più o meno a fuoco, della situazione attuale e passata dell’azienda ed attraverso il calcolo di appositi indici e margini si valutano le performance ed il proprio stato di salute.
Le informazioni ricavate dal bilancio rischiano di essere però già vecchie: in realtà il bilancio dovrebbe costituire lo spunto per proiettare l’azienda nel futuro e ragionare in termini di costruzione del piano aziendale prospettico.

Il bilancio è necessario ma non più sufficiente!

Quindi è importante per l’imprenditore il passaggio da una visione consuntiva ad una preventiva partendo dall’analisi del bilancio ed arrivare alla stesura di un piano economico finanziario prospettico.
La predisposizione del bilancio per la maggior parte delle aziende è un obbligo civilistico fiscale e normativo, mentre la scelta di definire un piano è lasciata alla volontà gestionale dell’imprenditore e non è un obbligo.

I piccoli imprenditori hanno purtroppo un problema culturale perché ritengono che l’analisi di bilancio e la redazione di un piano futuro sia troppo costoso rispetto ai benefici (sbagliando!) ed inoltre pensano che non sia fattibile perché non sono in grado di prevedere cosa faranno il mese prossimo.

Ma io pongo questa domanda: vi mettereste mai alla guida di una macchina con la vostra famiglia girando a vuoto senza definire la destinazione di arrivo? Penso proprio di no … e allora siete proprio sicuri che non è necessario decidere dove andare con la vostra azienda visto il denaro e il tempo investiti, il rischio di perdere il patrimonio personale e a volte di qualche famigliare

Nella mia esperienza di diversi anni mi sono resa conto che i piccoli-medi imprenditori hanno “tutto nella testa” e fanno conti “tanto al kg”. L’obiettivo prioritario spesso è quello di non splafonare con le banche per i prossimi 30-60 giorni.
Purtroppo debbo darvi una brutta notizia: visto il mercato attuale non è più sufficiente gestire in modo approssimativo e purtroppo l’imprenditore che continuerà su questa strada senza l’utilizzo di professionalità e di strumenti adeguati metterà a rischio la continuità aziendale.

C’è da dire ad onor del vero, che tali limiti culturali sono anche diretta conseguenza di responsabilità del sistema bancario che fino a poco tempo fa ha finanziato l’azienda sulla fiducia o perché l’imprenditore o i familiari avevano delle garanzie patrimoniali, senza però focalizzare l’attenzione se quel finanziamento l’azienda sarebbe stato in grado di restituirlo (sono agli occhi di tutti i gravi problemi che stanno vivendo le banche con le sofferenze … cioè i clienti che non hanno restituito i soldi) ed anche da quei professionisti che si limitano a fare i contabili e chiamare il cliente alla fine dell’anno per comunicare le imposte da pagare, capire se è in linea con gli studi di settore e il magazzino!

Questo tipo di impostazione non dà la possibilità di avere una buona gestione dell’azienda di tenere sotto controllo i costi, capire quali strategie attuare per porsi sul mercato, definire un budget di tesoreria (quali sono le entrate e le uscite previste nel prossimo anno).

Ma cosa vuol dire esattamente gestione aziendale?
La gestione è l’insieme delle azioni che l’imprenditore deve svolgere per raggiungere i suoi obiettivi e compiere scelte per avere un equilibrio fra le risorse impiegate in azienda.

Le azioni sono le seguenti:
• Le operazioni di acquisto di fattori produttivi e il pagamento dei fornitori
• La trasformazione economica dei fattori produttivi in prodotti finiti o servizi
• La vendita dei prodotti servizi attraverso la commercializzazione sul mercato
• La riscossione del denaro pagato dai clienti

L’imprenditore ha necessità di capire di quali risorse economiche, produttive, umane e finanziarie ha bisogno, come reperirle e come allocarle in maniere più efficiente possibile nella propria azienda.
Certo è pur vero che questa gestione può essere fatta anche senza aver chiaro quali sono gli obiettivi e le prospettive, ma in tal caso l’azienda non sarà sotto controllo e quindi in balia del mercato.
Definire gli obiettivi è essenziale per definire le priorità nella gestione delle risorse, dove devono essere impiegate e come, soprattutto per le risorse monetarie che sono quelle più critiche oggi in quanto scarse.

Ma gli imprenditori spesso mi rispondono, tu parli bene ma oggi è difficile definire degli obiettivi perché non è possibile prevedere cosa succederà fra un mese, non produco in serie, non ho un prodotto mio e quindi pensa come posso prevedere cosa succederà fra un anno!

E la mia risposta è sempre la stessa: ma proprio per questo è necessario una pianificazione delle azioni e soprattutto quella finanziaria e sforzarsi di tradurre il percorso in numeri.
L’informazione prospettica non è solo un vezzo ma una necessità da un punto di vista di sostenibilità dell’azienda proprio perché il futuro è incerto e le risorse finanziarie sono scarse!

Diventa indispensabile capire attraverso l’analisi di bilancio a che punto si trova l’azienda in termini reddituali, finanziari e patrimoniale, se i risultati sono adeguati o meno, quali sono gli obiettivi, la mission e la finalità della mia azienda e quindi dove vogliamo andare, con quali risorse e come utilizzarle al meglio.

Vi riporto una frase di Seneca che rende l’idea: “Non c’è vento favorevole per i marinai che non sanno dove andare”
Ciò che è importante è definire la meta, tracciare la rotta che l’azienda dovrà seguire per arrivare alla meta, rotta che può essere adattata a seconda del mare mosso o calmo.

Ma dobbiamo essere dei maghi che prevedono il futuro?

No certamente, la cosa importante è rappresentare con una certa ragionevolezza la migliore stima che noi oggi siamo in grado di fare sulle informazioni che si hanno a disposizione adesso.
Poi il piano deve essere controllato periodicamente con i risultati effettivi attraverso l’analisi di bilancio per capire se ci sono gli scostamenti e ragionare sugli adeguamenti da attuare.

Più è grande la differenza tra quello che ci aspettavamo e quello che è successo più è alto il rischio dell’azienda!
Il dove vogliamo andare va collegato necessariamente al cosa dobbiamo fare per… e nel cosa dobbiamo fare per c’è la stima del dimensionamento delle risorse necessarie.

Se ritorniamo alla similitudine della macchina per far correre una macchina in formula uno e portarla ai primi posti avrò bisogno di un progetto tecnico per costruire un motore molto potente e una carrozzeria impeccabile, un ottimo pilota, di tanta benzina, di un team al pit stop all’altezza della situazione. In questo caso a questo livello basta una piccola sbavatura ad esempio la benzina non sufficiente calcolata al millesimo, il team che impiega più tempo del previsto e chi ne ha più ne metta, che può compromettere la gara con gravi ripercussioni.

Mentre se voglio fare dei percorsi cittadini posso utilizzare anche una piccola utilitaria, la benzina consumata sarà minore, il motore può essere anche di piccola cilindrata e il pilota è sufficiente che sia abbastanza esperto. In questo caso la mancanza di benzina sarà meno critica e rischiosa rispetto alla gara di formula uno.
Quindi è importante stimare le risorse necessarie all’azienda per arrivare alla destinazione prescelta.
In conclusione per la stesura di un piano aziendale la parte più importante è mettersi a “tavolino” con un gruppo di lavoro ed un commercialista specializzato in controllo di gestione per stabilire gli obiettivi e i percorsi da fare e tradurli in numeri con la redazione di bilanci preventivi!
Cosa ne pensate… sapete di quante e quali risorse ha bisogno la vostra azienda?

A proposito di me

Laureata in Economia e Commercio, iscritta all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Pesaro e Urbino dal 2004 e nel Registro dei Revisori Legali dei Conti dal 2004.
Ricopre incarichi di revisore legale, anche in enti pubblici, di Curatore Fallimentare e Commissario Giudiziale per il Tribunale di Pesaro e Urbino.
Esperta nel controllo di gestione, risanamento aziendale, procedure concorsuali e consulenze societarie.

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